vi consiglio caldamente l'ultimo CD del Boss, Bruce Sprigsteen, "Magic"
RADIO NOWHERE
I was trying to find my way home
But all I heard was a drone
Bouncing off a satellite
Crushing the last lone American night
This is Radio Nowhere
Is there anybody alive out there
This is Radio Nowhere
Is there anybody alive out there
I was sitting around a dead dial
Just another lost number in a file
Dancing down a dark hole
Just a-searching for a world with some soul
I just wanna hear some rhythm
I just wanna hear some rhythm
I just wanna hear some rhythm
I just wanna hear some rhythm
I want a thousand guitars
I want pounding drums
I want a million different voices
Speaking in tongues
I was driving through the misty rain
Just a-searching for a mystery train
Bopping through the wild blue
Trying to make a connection with you
I just wanna hear some rhythm
I just wanna hear some rhythm
domenica 18 novembre 2007
mercoledì 14 novembre 2007
who has seen him?
hi guys, I cannot say where he is but I can say where he is not (better than nothing....)!
He is not with me and so the forth hypothesis is wrong.then you have to check just 4 more ones.
I will try to help you because I'm going to Scotland in a few days and I will check the Hypothesis number2.
I wish you would find him soon.
bye now
your dear Eug
He is not with me and so the forth hypothesis is wrong.then you have to check just 4 more ones.
I will try to help you because I'm going to Scotland in a few days and I will check the Hypothesis number2.
I wish you would find him soon.
bye now
your dear Eug
martedì 13 novembre 2007
Chi l'ha visto?
ieri accendo la tv,canali satellitari,raitre. voglio solo sentirmi più a casa e mi chiedo cosa stia succedendo in Italia a parte un poliziotto che spara "a braccia tese" contro 1 macchina a 60m di distanza (e sulla quale potevo esserci io e chiunque altro xke lui n sapeva a chi sparava) e un governo che dice che è tutta colpa del calcio per difendere il suo "errore"(x usare un eufemismo) e scatenando la guerra civile con 80mila pazzi che trovano il pretesto per riversarsi sulle strade contro le istituzioni.
insomma accendo la tv, raitre, "chi l'ha visto?", e vedo una faccia a me nota. sembra lo stiano cercando. no si sa che fine abbia fatto. l'ultimo contatto è un post su un blog di amici, datato il 20 ottobre.
"Mio Dio-dico saltando sul divano-quello è pizzul!!!Ecco perchè non scriveva più sul blog!"
sono tutti disperati, la conduttrice che fa appelli ma quello che deduco è che sia voluto scappare da una città che n gli apparteneva.le ipotesi che hanno fatto sono molte.
1) si è imbarcato su un mercantile per fare un viaggio intorno al mondo, ma si è ritrovato nel Mar Nero in tempesta e ora sta cercando di raggiungere le spiagge della Crimea su una scialuppa assieme ai mozzi filippini che c'erano sulla sua nave affondata 3 giorni fa.
2)smanioso di curiosità è in scozia alla ricerca del mostro di Loch Ness assieme a un suo ex compagno di classe. si mormora che la ricerca fosse solo 1 pretesto e che ora si siano stabiliti sulle Highlands per organizzare una rivolta popolare e rendere la scozia indipendente una volta per tutte.
3)è andato a fare un tirocinio come commercialista in un bar sulla costa brava gestito da un desaparecido argentino riapparso. e pare che si sia llargato e collabori anche col bar a fianco gestito da una donna prodiga di consigli per giovani italiani in vacanza.
4) in un momento di crisi di maturità si è messo in viaggio attorno al mondo con un suo amico americano che ha sempre un cappello di paglia in testa e n vuole lasciare tracce di sè. Lo scopo del viaggio è incontrare tutti i numerosi amici conosciuti all'Oktoberfest.
5) si è trasferito da un amico, detto "Tronky", in quel di Ancona e visto che la produzione di portachiavi da vendere su ebay è un grandissimo business si sono messi in società. hanno intenzione di ingrandirsi e monopolizzare il mercato mondiale con le loro conoscenze in campo economico
chiunque lo vedesse è pregato di contattare la redazione di "chi l'ha visto?"
eh si ovviamente auguri al blog....
DI NUOVO TANTI AUGURI AL BLOG CLANDESTINO!!
Questa volta abbiamo davvero superato i 100 post!!! AUGURI!!!!
E Berliner e ostriche x tutti!!!

lunedì 12 novembre 2007
Einen Berliner Bitte!
ebbene si, ho avuto la soddisfazione di chiederlo.
ich bin in eine Konditorei gegangen und ich habe gesagt: "Ich möchte einen Berliner, Bitte"
und Ich habe einen KRAPFEN bekommen.
ich bin in eine Konditorei gegangen und ich habe gesagt: "Ich möchte einen Berliner, Bitte"
und Ich habe einen KRAPFEN bekommen.
venerdì 9 novembre 2007
"Ti rendi conto Munir che solo vendendo l'apparecchio del riverbero ho preso abbastanza soldi per pagarmi un biglietto sulla Transiberiana? In prima classe!"
"E cosa farai Ben sulla Transiberiana?"
"Guarderò fuori dal finestrino."
"Ah sì? E cosa guarderai?"
"Non lo so... La Siberia immagino.Oppure ci sarebbe Bali, il Sudamerica, le isole di Capo Verde. Il mondo è la mia ostrica e io sono la sua perla."
"E cosa farai Ben sulla Transiberiana?"
"Guarderò fuori dal finestrino."
"Ah sì? E cosa guarderai?"
"Non lo so... La Siberia immagino.Oppure ci sarebbe Bali, il Sudamerica, le isole di Capo Verde. Il mondo è la mia ostrica e io sono la sua perla."
Il treno di Monaco
[...]
Köln, Mannheim, Stuttgart
In ciascuno di questi posti
potrei trovare casa.
O crearla. Ma ugualmente,
Pallida, ammiccante, la luce brilla
Dietro le Alpi lontane, e presto quel sole
Bacerà le spalle ondulate
Di città che ancora non ho immaginato.
Nessuna scelta
quando la scelta è infinita.
Köln, Mannheim, Stuttgart
In ciascuno di questi posti
potrei trovare casa.
O crearla. Ma ugualmente,
Pallida, ammiccante, la luce brilla
Dietro le Alpi lontane, e presto quel sole
Bacerà le spalle ondulate
Di città che ancora non ho immaginato.
Nessuna scelta
quando la scelta è infinita.
Benjamin Trotter
martedì 6 novembre 2007
Ci lasciano sampre i migliori 2
Il bello della democrazia è proprio questo: tutti possono parlare, ma non occorre ascoltare.
Enzo Biagi
sabato 3 novembre 2007
Per drogati di partenze come me!
La spedizione mi dava una buona ragione per rimettermi in viaggio, per riprovare quella gioia unica che solo i drogati di partenze capiscono,quel senso di libertà che prende nell'arrivare in posti dove non si conosce nessuno,di cui si è solo letto nei libri altrui, quell'impareggiabile piacere nel cercare di conoscere in prima persona e di capire.
Tratto da "Buona notte Signor Lenin"
Tiziano Terzani
Tiziano Terzani
Grande Terzani, la partenza è veramente una droga, me ne sto rendendo conto sempre di piu, e, sinceramente, mi sto cominciando a preoccupare....
chissà quale sarà la mia prossima meta, chissà se un giorno troverò un posto in cui riuscirò a disintossicarmi da questa dipendenza....
venerdì 2 novembre 2007
giovedì 1 novembre 2007
HAI RAGIONE MA BRINDIAMO LO STESSO!
Guardando sull'intestazione di ingresso adesso risultano 102 post inviati ma se invece vai a vedere il contatore interno alla pagina del post sono 95... non capisco. Cmq sarebbe bene dividere i post in più pagine perchè quando ho poco campo con il wireless ci mette mezz'ora ad aprire la pagina x caricare tutte le foto! Io non so come fare, tu Piero ci riesci?
E un NON compleanno!
mi dispiace contraddirti ma leggo che questo é il 94esimo post.
ma un NON compleanno é sempre una buona occasione per brindare con un buon mojito ghiacciato. Oh no?!?!?

TANTI AUGURI AL BLOG CLANDESTINO!!!!!!!!
mercoledì 31 ottobre 2007
La Tenda e la Griglia
scusate ma queste foto non potevano non essere sul blog.
"Bon muli secondo mi ghe stemo.allora ti te dormi sulle valigie, mi senta qua e ti coi pie de fora."ma adesso ho capito perchè non ci stavamo... per colpa dello straw hat di Eugene...
CI LASCIANO SEMPRE I MIGLIORI
Il mitico cummenda Zampetti ci ha lasciato... Come farà la mitica IIIC senza di lui?
Posso dire solo una cosa: Uè testina, TAEEEECK.

martedì 30 ottobre 2007
Lipsia
Cari amici e compagni di viaggio, Eugene mi ha preceduto anche in questo. grande Eug, quando c'è una festa lui non manca mai.
non volevo tediarvi coi miei resoconti ma Ciara ha ragione, questo è un blog clandestino quindi via col resoconto completo.
venerdì abbiamo brindato a casa de mio amico Michael e poi siamo usciti a mezzanotte per la solita serata tranquilla per vedere Leipzig by night: siamo tornati alle 4...
sabato abbiamo visitato i monumenti piu importanti e poi la sera altra serata tranquilla:siamo tornati a casa alle 7 della vecchia ora....siamo andati in 2 locali veramente belli e bevuto parecchia birra.
poi ovviamente non poteva mancare la cazzata tipo quella del burger king a monaco!
nessuno sa perchè, a Sophie è venuto in mente di volere un ovetto kinder (alias ein Uberraschungsei)alle 6 di mattina e allora, invece di farla ragionare, le abbiamo dato corda e abbiamo preso un taxi e siamo andati in un distributore di benzina (col taxi che ci aspettava fuori....).alla fine li abbiamo trovati e mangiati.
quindi dopo aver dormito circa 3 ore siamo andati a visitare dei palazzi fuori Lipsia circondati da bellissimi parchi e i colori dell'autunno erano molto belli.poi serata tranquilla.
comunque tutto bene, bevuto abbastanza e ovviamente anche per voi.
come sempre io e Eug abbiamo ordinato 4 birre:2 per noi e 2 per voi, quando smetteremo di bere ne ordineremo solo 2 per voi...
pubblico qui alcune foto e se passate per Lipsia (e ve lo consiglio perchè merita)andate al MoritzBastei...
mentre per tutte le foto andate sul mio blog ufficiale:
http://pierolup.spaces.live.com/
a presto
ciao



non volevo tediarvi coi miei resoconti ma Ciara ha ragione, questo è un blog clandestino quindi via col resoconto completo.
venerdì abbiamo brindato a casa de mio amico Michael e poi siamo usciti a mezzanotte per la solita serata tranquilla per vedere Leipzig by night: siamo tornati alle 4...
sabato abbiamo visitato i monumenti piu importanti e poi la sera altra serata tranquilla:siamo tornati a casa alle 7 della vecchia ora....siamo andati in 2 locali veramente belli e bevuto parecchia birra.
poi ovviamente non poteva mancare la cazzata tipo quella del burger king a monaco!
nessuno sa perchè, a Sophie è venuto in mente di volere un ovetto kinder (alias ein Uberraschungsei)alle 6 di mattina e allora, invece di farla ragionare, le abbiamo dato corda e abbiamo preso un taxi e siamo andati in un distributore di benzina (col taxi che ci aspettava fuori....).alla fine li abbiamo trovati e mangiati.
quindi dopo aver dormito circa 3 ore siamo andati a visitare dei palazzi fuori Lipsia circondati da bellissimi parchi e i colori dell'autunno erano molto belli.poi serata tranquilla.
comunque tutto bene, bevuto abbastanza e ovviamente anche per voi.
come sempre io e Eug abbiamo ordinato 4 birre:2 per noi e 2 per voi, quando smetteremo di bere ne ordineremo solo 2 per voi...
pubblico qui alcune foto e se passate per Lipsia (e ve lo consiglio perchè merita)andate al MoritzBastei...
mentre per tutte le foto andate sul mio blog ufficiale:
http://pierolup.spaces.live.com/
a presto
ciao
weekend in Leipzig
hi Stefano and Andrea,
last weekend I decided to make a surprise to Piero and his friends Anne-Sophie and Michael and so I decided to join them in Leipzig. As you know very well I am traveling trough Eastern Europe at the moment but I couldn't miss this meeting. I spent last week in Warsaw, following the advice of my dear friend Chersi, who had already been there and so I post here a picture of my trip there.

so by chance on Thursday, I met my friend Sophie in a vodka shop. she said she was buying some bottles of vodka for her friends and she told me about the meeting. I immediately changed my plans, you know, as stefano always says, I am always ready!!! and when there is a party nobody can stop me!!!
so I travelled together with Sophie and finally we met Piero and Michael at the station in Leipzig.
so we had a great time there. Leipzig is a really great town, very good for routards. anyway, of course we drunk a beer also for you, as usual.
unluckily our three days are over now and I am writing from an internet point in a little village in the middle of nowhere.
more news in the following weeks.
I just want to post some pictures of my stay there.
last weekend I decided to make a surprise to Piero and his friends Anne-Sophie and Michael and so I decided to join them in Leipzig. As you know very well I am traveling trough Eastern Europe at the moment but I couldn't miss this meeting. I spent last week in Warsaw, following the advice of my dear friend Chersi, who had already been there and so I post here a picture of my trip there.

so by chance on Thursday, I met my friend Sophie in a vodka shop. she said she was buying some bottles of vodka for her friends and she told me about the meeting. I immediately changed my plans, you know, as stefano always says, I am always ready!!! and when there is a party nobody can stop me!!!
so I travelled together with Sophie and finally we met Piero and Michael at the station in Leipzig.
so we had a great time there. Leipzig is a really great town, very good for routards. anyway, of course we drunk a beer also for you, as usual.
unluckily our three days are over now and I am writing from an internet point in a little village in the middle of nowhere.
more news in the following weeks.
I just want to post some pictures of my stay there.
here I am with Piero and Sophie in front of the Pyramid.
and here with Piero before our departure.
so see you Guys, Andrea maybe we will meet in Paris for New Years Eve, let me know!
bye
your Dear Eugene
domenica 28 ottobre 2007
UNA RISPOSTA X PIERO
Grazie x la birra bevuta in nostro onore, però voglio un resoconto completo del week end... tanto è un blog clandestino.... Allora, ti spiego, essere dei China non viene determinato solo dai tratti somatici ma è un vero e proprio atteggiamento nei confronti della vita... Ad esempio essere molto flessibili negli orari lavorativi....Avere una stretta di mano forte e sicura... Lavorare solo lo stretto necessario...Gestire un albergo familiare tipicamente locale solo nella propria patria...e mille altri esempi del genere. Tronky è un giallo ma non un China in quanto dentro è un anconetano. Un China alla domanda "Ma che China te sei cacato addosso?" risponderebbe solo con una virile stretta di mano e altrettanto virilmente andrebbe a cambiarsi le mutande.
"Può esse, Stefano, può esse"
"Può esse, Stefano, può esse"
giovedì 25 ottobre 2007
domanda per ciara
Perché quando hai salutato Tronky a Monaco non gli hai stretto la mano come fai sempre coi Gialli?
mercoledì 24 ottobre 2007
lunedì 22 ottobre 2007
Die Brezeln
ehi lo sapete xke il Brezeln ha quel classico colore e quel classico gusto che lo rendono cosi diverso dagli altri panini?
perché viene immerso in una soluzione di NaOH prima di essere infornato. infatti si chiama anche laugen brötchen, ossia panino basico.
perché viene immerso in una soluzione di NaOH prima di essere infornato. infatti si chiama anche laugen brötchen, ossia panino basico.
domenica 21 ottobre 2007
L´errore
L´errore piú grande che si possa fare alle 17.30 in un freddo sabato pomeriggio a Stoccarda è rifugiarsi in un locale messicano con l'intenzione di bere una cioccolata calda e trovarsi nell'Happy Hour (che termina alle 20), con tutti i cocktail a metà prezzo. Vi dico solo che a forza di Mojiti io e il mio amico Carlos ormai siamo i migliori amici del barista!
come direbbe il nostro amico Liga incontrato all'Oktoberfest:
Sei già dentro l'Happy Hour
vivere vivere costa la metà
come direbbe il nostro amico Liga incontrato all'Oktoberfest:
Sei già dentro l'Happy Hour
vivere vivere costa la metà
sabato 20 ottobre 2007
Ciao a tutti!!!
mercoledì 17 ottobre 2007
hi!
hey guys where have you gone?
this blog is gonna die without me.
please let me know something about you, please write something!
bye now
ur dear Eug
this blog is gonna die without me.
please let me know something about you, please write something!
bye now
ur dear Eug
mercoledì 10 ottobre 2007
Sempre in giro!
martedì 9 ottobre 2007
Altro che Rumiz
ah si dimenticavo sono anche amici di Rumiz. Posto qualche pezzo del loro diario. I pezzi vengono mandati per posta 1 volta a settimana e pubblicati al venerdi su un settimanale di udine. incredibile...
Benzina per i cavalli
E' ovvio per tutti noi che non potremmo effettuare un lungo viaggio in auto senza fare regolarmente il pieno di benzina, molto meno ovvio è invece il fatto che i cavalli, sottoposti a un lungo sforzo, hanno bisogno di una alimentazione adeguata e ricca di calorie. Avendo ormai perso il contatto con animali di grossa taglia come mucche e cavalli, la maggior parte delle persone che incontriamo stenta a capire che la nostra esigenza primaria è trovare non solo erba buona - non tutto il verde è uguale - ma anche i cereali adatti, in primis l' avena ma anche l' orzo o il mais. I nostri cavalli mangiano ciascuno 7-8 kg di cereali al giorno, suddivisi in 3 pasti, il che significa che dobbiamo cercare di procurarci ogni sera sul posto questa quantita, potendo portare con noi solo una minima scorta. In Slovacchia, dove non ci sono piccoli contadini e i maneggi sono pochi, l'avena è merce rara. I negozi di mangimi esistono solo nelle città e vendono graziosi pacchetti sigillati da 4 kg. Qualche volta abbiamo dovuto comperare orzo per alimentazione umana, lasciando strabiliate le commesse delle locali Coop che ci vedevano comparire alle casse con una ventina di pacchettini da mezzo kg. E così che abbiamo inventato lo slogan 'Benzina per i cavalli' che suscitava dapprima una risata ma poi quasi infallibilmente sortiva l' effetto desiderato: i nostri interlocutori capivano e si davano da fare per aiutarci a trovare l' agognato cereale. Analogo problema si verifica anche con l' acqua, non sempre facile da trovare lungo il percorso: un cavallo beve circa 40 litri di acqua al giorno, in condizioni normali, e bisogna abbeverarlo più volte. Uno dei pezzi più importanti della nostra attrezzatura è un secchio pieghevole di plastica, dal minimo ingombro, da cui i nostri cavalli bevono volentieri e che ci consente di attingere acqua quasi ovunque, da pompe rubinetti o pozzi inaccessibili ai cavalli. Spesso ci capita di vedere persone volonterose ma del tutto inesperte avvicinarsi con ciotole da canarino oppure con secchiellini giocattolo in cui i nostri due bestioni -5 quintali l' uno- non riescono a infilare neppure il naso. I nostri sforzi continui sono stati pero' ben ricompensati: Tarim il giovanotto inesperto mangia tutto di gusto ed è in forma perfetta, mentre Terek il veterano dopo 45 giorni di viaggio ha addirittura messo su qualche kilo.
La strada segreta di Lenka
Lasciati gli argini del fiume Vah, il nostro itinerario si svolge costantemente verso nordest lungo strade di campo e sentieri trovati sulle eccellenti carte topografiche slovacche al 50.000.Cerchiamo di evitare il più possibile le strade asfaltate, in genere strette e piene di traffico, ma talvolta non ci sono alternative. E quanto ci succede ahimè la sera dell' otto agosto, quando ci troviamo a percorrere circa 10 km di una statale che scende verso Zilina, una delle maggiori città del nord. La strada è chiusa tra il fiume e la ferrovia ed è percorsa da un ininterrotto e frenetico flusso di veicoli. A un tratto scorgiamo un campeggio con all'interno un piccolissimo maneggio, quanto basta per fermarci immediatamente a chiedere ospitalità \del resto gli spaziosi e poco fiscali camping slovacchi accettano i viaggiatori a cavallo se si accampano un po' in disparte\.Il maneggio viene gestito in estate da Lenka, una graziosa ragazza con le trecce, che studia scienza della comunicazione a Nitra e per nostra fortuna parla inglese. Raramente quello che stiamo facendo suscita l' interesse dei giovani, ma Lenka è speciale: non solo ci mette a disposizione tutta la sua scorta di avena, ma si offre di accompagnarci a cavallo l' indomani oltre le colline, fuori dall' imbuto in cui ci siamo cacciati. Lenka cavalca senza sella di fronte a noi: in fondo al campeggio un sentierino passa sotto una parete rocciosa, poi scompare in un campo di alte erbe. Al di là del fiume, sulla strada, le auto sciamano una dietro l altra. Noi avanziamo, quasi invisibili: guadiamo il fiume, attraversiamo la strada, ci infiliamo dietro alcune case, passiamo la ferrovia. Andiamo ora ai piedi della collina, sul bordo di uno sterminato campo di erba medica, poi scendiamo in una valletta ombrosa, la percorriamo tutta e arriviamo su un altro campo. Continuiamo così su e giù per circa un ora finchè scolliniamo definitivamente e all' improvviso dinanzi a noi si ergono i monti Tatra. Siamo in un altra valle, su una strada tranquilla ormai lontana da Zilina.
Nel Kolchoz
Anche se non si parla più né di comunismo né di socialismo, la Bielorussia con il suo leader Lukashenko è l'unico stato dell'ex Urss a non aver permesso una privatizzazione selvaggia. In modo particolare l'agricoltura e l'allevamento sono gestiti dalle cooperative agricole chiamate ancora kolchoz. Un kolchoz può essere molto grande e ricco e raggruppare il territorio di diversi comuni oppure può essere molto piccolo, formato da un paese con poche centinaia di persone. Noi ne abbiamo visti di grandi e di piccoli, di belli e di brutti, di ricchi e di poveri (su ammissione degli stessi presidenti). Ci è sembrato che allontanandoci dai centri principali come Brest o Minsk effettivamente si torni un po' indietro nel tempo e che i kolchoz più piccoli siano quelli più in difficoltà.Dei vari kolchoz ci piace ricordare quello di Reviatici, un grosso paese tra Brest e Ivacevizi, dove siamo stati ospiti anche 10 anni fa e molte persone ci hanno riconosciuto. Dopo i tre brindisi rituali (all'incontro, all'amicizia e all'amore), il presidente ci ha portato a visitare il piccolo, ma curatissimo museo del kolchoz, dove oltre a foto e documenti dell'ultimo secolo sono conservati anche gli stendardi di velluto rosso riccamente decorati e ricamati con l'effige di Lenin. "Fotografate, fotografate - ci hanno raccomandato, mostrandoci questi cimeli, e ripetendoci - questa è la nostra storia". Dopodiché hanno aperto uno stipetto segreto con diversi tipi di vodka speciale e ci hanno costretto ad assaggiarli tutti, intercalandoli con pane e "salo", il famoso lardo bielorusso.
Due cavalli in mezzo ai tori
Sono molto cambiate le cose invece per Alexandar Nicolayevic Grigorovic, che all'epoca del nostro primo viaggio era solo il capo zootecnico dell'allevamento statale di tori di Nesviz, mentre ora ne è il direttore. Da 40 il numero degli imponenti animali è salito a 100 e l'intero complesso si è molto ingrandito e abbellito, con una grande cura anche per i dettagli estetici. Da lui ci siamo fermati due giorni, ospiti nella foresteria della sua azienda e abbiamo ferrato per la seconda volta Terek e Tarim (dopo 2.000 chilometri di viaggio).
Strade larghe
Il paesaggio bielorusso è fatto di immensi campi, curati e ben coltivati (solitamente a cereali), e di immense foreste di conifere e di betulle. Le strade sono larghe, drittissime, con un'ampia fascia laterale in terra battuta, dove passano i tanti carretti a trazione equina usati per i piccoli trasporti. Solo le strade principali sono asfaltate, le altre sono di terra o di sabbia, ideali per noi che possiamo procedere in modo veloce sul terreno morbido. Allontanandoci dalla città, il traffico è pressoché nullo: qualche camion, qualche trattore, qualche rara bicicletta.Oltre ai mezzi moderni di ogni tipo, ci sono anche mezzi senza tempo, motociclette con il sidecar, che sembrano uscite da qualche vecchio film, camion-cisterna per il latte, azzurri con la scritta "latte" (moloko) in giallo, e soprattutto i camioncini per il "pane" (chlieb), testimoni di un tempo in cui l'abbondanza di questi due alimenti essenziali era ancora simbolo di benessere.
Slobadà, Bielorussia
Benzina per i cavalli
E' ovvio per tutti noi che non potremmo effettuare un lungo viaggio in auto senza fare regolarmente il pieno di benzina, molto meno ovvio è invece il fatto che i cavalli, sottoposti a un lungo sforzo, hanno bisogno di una alimentazione adeguata e ricca di calorie. Avendo ormai perso il contatto con animali di grossa taglia come mucche e cavalli, la maggior parte delle persone che incontriamo stenta a capire che la nostra esigenza primaria è trovare non solo erba buona - non tutto il verde è uguale - ma anche i cereali adatti, in primis l' avena ma anche l' orzo o il mais. I nostri cavalli mangiano ciascuno 7-8 kg di cereali al giorno, suddivisi in 3 pasti, il che significa che dobbiamo cercare di procurarci ogni sera sul posto questa quantita, potendo portare con noi solo una minima scorta. In Slovacchia, dove non ci sono piccoli contadini e i maneggi sono pochi, l'avena è merce rara. I negozi di mangimi esistono solo nelle città e vendono graziosi pacchetti sigillati da 4 kg. Qualche volta abbiamo dovuto comperare orzo per alimentazione umana, lasciando strabiliate le commesse delle locali Coop che ci vedevano comparire alle casse con una ventina di pacchettini da mezzo kg. E così che abbiamo inventato lo slogan 'Benzina per i cavalli' che suscitava dapprima una risata ma poi quasi infallibilmente sortiva l' effetto desiderato: i nostri interlocutori capivano e si davano da fare per aiutarci a trovare l' agognato cereale. Analogo problema si verifica anche con l' acqua, non sempre facile da trovare lungo il percorso: un cavallo beve circa 40 litri di acqua al giorno, in condizioni normali, e bisogna abbeverarlo più volte. Uno dei pezzi più importanti della nostra attrezzatura è un secchio pieghevole di plastica, dal minimo ingombro, da cui i nostri cavalli bevono volentieri e che ci consente di attingere acqua quasi ovunque, da pompe rubinetti o pozzi inaccessibili ai cavalli. Spesso ci capita di vedere persone volonterose ma del tutto inesperte avvicinarsi con ciotole da canarino oppure con secchiellini giocattolo in cui i nostri due bestioni -5 quintali l' uno- non riescono a infilare neppure il naso. I nostri sforzi continui sono stati pero' ben ricompensati: Tarim il giovanotto inesperto mangia tutto di gusto ed è in forma perfetta, mentre Terek il veterano dopo 45 giorni di viaggio ha addirittura messo su qualche kilo.
La strada segreta di Lenka
Lasciati gli argini del fiume Vah, il nostro itinerario si svolge costantemente verso nordest lungo strade di campo e sentieri trovati sulle eccellenti carte topografiche slovacche al 50.000.Cerchiamo di evitare il più possibile le strade asfaltate, in genere strette e piene di traffico, ma talvolta non ci sono alternative. E quanto ci succede ahimè la sera dell' otto agosto, quando ci troviamo a percorrere circa 10 km di una statale che scende verso Zilina, una delle maggiori città del nord. La strada è chiusa tra il fiume e la ferrovia ed è percorsa da un ininterrotto e frenetico flusso di veicoli. A un tratto scorgiamo un campeggio con all'interno un piccolissimo maneggio, quanto basta per fermarci immediatamente a chiedere ospitalità \del resto gli spaziosi e poco fiscali camping slovacchi accettano i viaggiatori a cavallo se si accampano un po' in disparte\.Il maneggio viene gestito in estate da Lenka, una graziosa ragazza con le trecce, che studia scienza della comunicazione a Nitra e per nostra fortuna parla inglese. Raramente quello che stiamo facendo suscita l' interesse dei giovani, ma Lenka è speciale: non solo ci mette a disposizione tutta la sua scorta di avena, ma si offre di accompagnarci a cavallo l' indomani oltre le colline, fuori dall' imbuto in cui ci siamo cacciati. Lenka cavalca senza sella di fronte a noi: in fondo al campeggio un sentierino passa sotto una parete rocciosa, poi scompare in un campo di alte erbe. Al di là del fiume, sulla strada, le auto sciamano una dietro l altra. Noi avanziamo, quasi invisibili: guadiamo il fiume, attraversiamo la strada, ci infiliamo dietro alcune case, passiamo la ferrovia. Andiamo ora ai piedi della collina, sul bordo di uno sterminato campo di erba medica, poi scendiamo in una valletta ombrosa, la percorriamo tutta e arriviamo su un altro campo. Continuiamo così su e giù per circa un ora finchè scolliniamo definitivamente e all' improvviso dinanzi a noi si ergono i monti Tatra. Siamo in un altra valle, su una strada tranquilla ormai lontana da Zilina.
Nel Kolchoz
Anche se non si parla più né di comunismo né di socialismo, la Bielorussia con il suo leader Lukashenko è l'unico stato dell'ex Urss a non aver permesso una privatizzazione selvaggia. In modo particolare l'agricoltura e l'allevamento sono gestiti dalle cooperative agricole chiamate ancora kolchoz. Un kolchoz può essere molto grande e ricco e raggruppare il territorio di diversi comuni oppure può essere molto piccolo, formato da un paese con poche centinaia di persone. Noi ne abbiamo visti di grandi e di piccoli, di belli e di brutti, di ricchi e di poveri (su ammissione degli stessi presidenti). Ci è sembrato che allontanandoci dai centri principali come Brest o Minsk effettivamente si torni un po' indietro nel tempo e che i kolchoz più piccoli siano quelli più in difficoltà.Dei vari kolchoz ci piace ricordare quello di Reviatici, un grosso paese tra Brest e Ivacevizi, dove siamo stati ospiti anche 10 anni fa e molte persone ci hanno riconosciuto. Dopo i tre brindisi rituali (all'incontro, all'amicizia e all'amore), il presidente ci ha portato a visitare il piccolo, ma curatissimo museo del kolchoz, dove oltre a foto e documenti dell'ultimo secolo sono conservati anche gli stendardi di velluto rosso riccamente decorati e ricamati con l'effige di Lenin. "Fotografate, fotografate - ci hanno raccomandato, mostrandoci questi cimeli, e ripetendoci - questa è la nostra storia". Dopodiché hanno aperto uno stipetto segreto con diversi tipi di vodka speciale e ci hanno costretto ad assaggiarli tutti, intercalandoli con pane e "salo", il famoso lardo bielorusso.
Due cavalli in mezzo ai tori
Sono molto cambiate le cose invece per Alexandar Nicolayevic Grigorovic, che all'epoca del nostro primo viaggio era solo il capo zootecnico dell'allevamento statale di tori di Nesviz, mentre ora ne è il direttore. Da 40 il numero degli imponenti animali è salito a 100 e l'intero complesso si è molto ingrandito e abbellito, con una grande cura anche per i dettagli estetici. Da lui ci siamo fermati due giorni, ospiti nella foresteria della sua azienda e abbiamo ferrato per la seconda volta Terek e Tarim (dopo 2.000 chilometri di viaggio).
Strade larghe
Il paesaggio bielorusso è fatto di immensi campi, curati e ben coltivati (solitamente a cereali), e di immense foreste di conifere e di betulle. Le strade sono larghe, drittissime, con un'ampia fascia laterale in terra battuta, dove passano i tanti carretti a trazione equina usati per i piccoli trasporti. Solo le strade principali sono asfaltate, le altre sono di terra o di sabbia, ideali per noi che possiamo procedere in modo veloce sul terreno morbido. Allontanandoci dalla città, il traffico è pressoché nullo: qualche camion, qualche trattore, qualche rara bicicletta.Oltre ai mezzi moderni di ogni tipo, ci sono anche mezzi senza tempo, motociclette con il sidecar, che sembrano uscite da qualche vecchio film, camion-cisterna per il latte, azzurri con la scritta "latte" (moloko) in giallo, e soprattutto i camioncini per il "pane" (chlieb), testimoni di un tempo in cui l'abbondanza di questi due alimenti essenziali era ancora simbolo di benessere.
Slobadà, Bielorussia
Sito
ciao vi consiglio solo questo sito
http://www.equidistanze.it/
Sono altri amici di mia zia. viaggiano a cavallo per tutta l'Europa. Adesso sono a pochi chilometri da Mosca, dopo 3 mesi di viaggio e verranno festeggiati sulla piazza Rossa domenica.
http://www.equidistanze.it/
Sono altri amici di mia zia. viaggiano a cavallo per tutta l'Europa. Adesso sono a pochi chilometri da Mosca, dopo 3 mesi di viaggio e verranno festeggiati sulla piazza Rossa domenica.
uploado la mappa del loro viaggio e non dico nient'altro...

lunedì 8 ottobre 2007
La vera storia della foto
Allora, visto che me l´hai chiesto, dovró raccontarti come mi è giunta quella foto. ma dovrò partire da molto, molto lontano.
La foto,mi è arrivata per posta sabato mattina e quando l'ho vista non potevo credere ai miei occhi, non potevo credere che potesse essere successa una cosa simile.Quindi mi sono subito dato da fare alla ricerca della verità.
Eugene, come hai visto dal suo post sul blog, in questi giorni è a Cadaques. La foto era appesa nel bar di Juliano e quando Eug l'ha vista vi ha subito riconosciuti. Juliano gli ha detto che la foto gliel'ha portata un tipo francese che viaggia sempre da solo con una BMW nera degli anni 80 e che dorme in una tenda semicircolare. era stato da lui anche nel luglio di due anni fa. Questo tipo, che pare si chiamasse Fred, quest'estate aveva puntato verso Nord ed era andato in viaggio in Scozia, alla ricerca di un famoso personaggio, che pare discenda da Dun Aeungus, il mitico padre dei Celti che visse 4000 anni fa sulle isole Aran al largo di Galway. Questo tipo, dalle chiare origine celtiche, ora pare viva in Italia perchè i suoi antenati sono dovuti scappare dalla Scozia perchè perseguitati. Gli inglesi davano loro la caccia per aver appoggiato William Wallace, il famoso BraveHeart nella lotta per l'indipendenza.
Per il francese, che come ben sai di professione fa l'antropologo, è fondamentale incontrare questo personaggio per ricostruire le vicende dell'antica Scozia, visto che queste vengono tramandate oralmente e lui è l'unico discendente. ma quando il francese(che per comodità chiameremo Fred) è arrivato a Drumnadrochit, un piccolo villaggio sul Loch Ness ha visto quella foto appesa al muro e vi ha subito riconosciuti.
Ha chiesto informazioni su di voi alla gente del posto. tutti conoscevano il celtico e ne parlavano come se fosse un dio. ma nessuno sapeva bene chi fosse e soprattutto da dove venisse. talvolta passava di li. dicono dormisse in una casetta, l'unica eredità rimastagli,da qualche parte vicino al lago e che la sua presenza coincidesse sempre con l'avvistamento del mitico mostro. girava sempre in kilt con la faccia pitturata con la bandiera scozzese. Purtroppo n si sa di piu. non lascia sue tracce. quando arriva offre una pinta di birra scura scozzese a tutti, saluta e se ne va dicendo: "Muli, mi continuo la via crucis!". ma nessuno sa cosa significhi veramente. tutto è avvolto nel mistero.
per ringraziare dell'ospitalità ha lasciato una sua foto autografata sul retro ma da quella volta non è piu tornato. aveva detto che era una foto a lui molto cara, a cui era molto legato ma che voleva lasciarla a degli amici veri come quello che era con lui nella foto. Raccontava sempre che l´avevano scattata in uno dei magnifici momenti che avevano passato assieme. Raccontava che andavano a scuola insieme, alle superiori, per tre anni e passavano ogni sabato pomeriggio assieme. Si incontravano in un pub irlandese sul lungomare verso le 2 e da li cominciavano le loro camminate, raccontandosi tutto, proprio tutto tra una birra e l´altra, tra una stazione e l'altra senza sentire il peso della croce che portavano in spalla. ma il momento piu bello era sempre il Carnevale. ne parlava affascinato. lui vestito da scozzese, l'amico da Bin Laden.
poi si erano persi di vista. L'amico si era trasferito a Padova. studiava ingegneria, cercava una carriera diversa. Lui architettura, era un grande appassionato, racconatava sempre di quando faceva le tavulette a tutti i compagni. quella foto era tutto cio che rimaneva di quell'amicizia, pr questo la portava sempre con se ma decise che quel pub era il posto dove la loro amicizia sarebbe rimasta sacra. e li la lasciò.
Nessuno sa, però, chi sia veramente l'altra persona, l'amico del celtico.
Fred ha continuato le sue ricerche in tutta la Scozia, sugli Highlands, sui Lochs e anche in Irlanda, dal Donegal alle Isole Aran e da Dublino fino al Connemara, ma niente. quindi ha preso il traghetto desolato, è sbarcato in Bretagna ed è andato a bersi una birra da un suo vecchio amico che fa il barista nella città dei pirati, Fabrice. E li raccontandogli la sua storia e la sua disperazione ha tirato fuori la foto. Magari il celtico era passato di li, visto che anche quella è in fin dei conti terra celtica. Fab pero n si ricordava del celtico ma ha riconosciuto quel ragazzo che un anno fa era diventato l'attrazione del suo locale assieme a un suo amico. pare fossero italiani, bevevano birra rigorosamente celtica e fumavano Camel anzichè Winston. erano affascinati dal suo cappello da cowboz con le perline.
E' a questo punto che Fred si è illuminato. Finalmente aveva riconosciuto nella foto quel giovane italiano che a Tossa de Mar gli aveva offerto una calda San Miquel. come aveva fatto a non riconoscerlo prima! quindi è andato dall'unica persona che poteva ricordarsi di lui: un barista argentino che viveva sulla costa brava al confine con la Francia, a Cadaques. Ha attraversato tutta la Francia, ha scalato i Pirenei e alla fine è arrivato sulla costa brava. Ma qui un'altra delusione lo aspettava. Juliano sapeva chi fosse, si ricordava perfettamente di quei tre ragazzi italiani che lui aveva battezzato "El trio de oro" ma n sapeva che strada avessero preso dopo aver lasciato Cadaques nell'estate di 2 anni fa. L'unica cosa che ricordava bene era la promessa fattagli: "Un giorno ritorneremo a bere il tuo Mojito". E cosi ha detto al francese di lasciargli la foto e lui avrebbe fatto il posibile. Era sicuro che prima o poi, magari dopo 10 o 20 anni quei tre ragazzi sarebbero ritornati da lui. A quel punto, Fred è ripartito, ha valicato i Pirenei, ha scalato le Alpi sulle tracce di Annibale e ha puntato verso sud, verso le Marche, verso Ancona.Sapeva che li c'era un cinese, che porta il nome di uno snack kinder che poteva aiutarlo. ma il Giallo in quel momento era a Monaco, a bere birra (e a fare tardi accidenti!) con degli amici. ed è li che si trova ora Fred.
Quindi, come sempre a trovare il bandolo della matassa è colui che toglie sempre le castagne dal fuoco,vale a dire Eugene. appena arrivato a Cadaques dalla Baviera, varca la soglia del Bar col suo cappello di paglia, vi riconosce nella foto e urla: "Ehi juliano I know those guys! one is Andrea, my travel mate, the other is a Celt but i don't know him very well.". Juliano non può crederci e gli chiede come rintracciarti per avere notizie del celtico. Però neanche Eugene lo sa e gli dice che l'unico contatto che ha è il blog e il mio indirizzo. ma farà il possibile e cosi ha fatto.
ecco adesso sai tutta la storia e l'importanza che ricopri per la storia celtica.
per quanto riguarda il basco, beh si, è meglio buttarlo nel Danubio, magari alla confluenza con la Sava.
La foto,mi è arrivata per posta sabato mattina e quando l'ho vista non potevo credere ai miei occhi, non potevo credere che potesse essere successa una cosa simile.Quindi mi sono subito dato da fare alla ricerca della verità.
Eugene, come hai visto dal suo post sul blog, in questi giorni è a Cadaques. La foto era appesa nel bar di Juliano e quando Eug l'ha vista vi ha subito riconosciuti. Juliano gli ha detto che la foto gliel'ha portata un tipo francese che viaggia sempre da solo con una BMW nera degli anni 80 e che dorme in una tenda semicircolare. era stato da lui anche nel luglio di due anni fa. Questo tipo, che pare si chiamasse Fred, quest'estate aveva puntato verso Nord ed era andato in viaggio in Scozia, alla ricerca di un famoso personaggio, che pare discenda da Dun Aeungus, il mitico padre dei Celti che visse 4000 anni fa sulle isole Aran al largo di Galway. Questo tipo, dalle chiare origine celtiche, ora pare viva in Italia perchè i suoi antenati sono dovuti scappare dalla Scozia perchè perseguitati. Gli inglesi davano loro la caccia per aver appoggiato William Wallace, il famoso BraveHeart nella lotta per l'indipendenza.
Per il francese, che come ben sai di professione fa l'antropologo, è fondamentale incontrare questo personaggio per ricostruire le vicende dell'antica Scozia, visto che queste vengono tramandate oralmente e lui è l'unico discendente. ma quando il francese(che per comodità chiameremo Fred) è arrivato a Drumnadrochit, un piccolo villaggio sul Loch Ness ha visto quella foto appesa al muro e vi ha subito riconosciuti.
Ha chiesto informazioni su di voi alla gente del posto. tutti conoscevano il celtico e ne parlavano come se fosse un dio. ma nessuno sapeva bene chi fosse e soprattutto da dove venisse. talvolta passava di li. dicono dormisse in una casetta, l'unica eredità rimastagli,da qualche parte vicino al lago e che la sua presenza coincidesse sempre con l'avvistamento del mitico mostro. girava sempre in kilt con la faccia pitturata con la bandiera scozzese. Purtroppo n si sa di piu. non lascia sue tracce. quando arriva offre una pinta di birra scura scozzese a tutti, saluta e se ne va dicendo: "Muli, mi continuo la via crucis!". ma nessuno sa cosa significhi veramente. tutto è avvolto nel mistero.
per ringraziare dell'ospitalità ha lasciato una sua foto autografata sul retro ma da quella volta non è piu tornato. aveva detto che era una foto a lui molto cara, a cui era molto legato ma che voleva lasciarla a degli amici veri come quello che era con lui nella foto. Raccontava sempre che l´avevano scattata in uno dei magnifici momenti che avevano passato assieme. Raccontava che andavano a scuola insieme, alle superiori, per tre anni e passavano ogni sabato pomeriggio assieme. Si incontravano in un pub irlandese sul lungomare verso le 2 e da li cominciavano le loro camminate, raccontandosi tutto, proprio tutto tra una birra e l´altra, tra una stazione e l'altra senza sentire il peso della croce che portavano in spalla. ma il momento piu bello era sempre il Carnevale. ne parlava affascinato. lui vestito da scozzese, l'amico da Bin Laden.
poi si erano persi di vista. L'amico si era trasferito a Padova. studiava ingegneria, cercava una carriera diversa. Lui architettura, era un grande appassionato, racconatava sempre di quando faceva le tavulette a tutti i compagni. quella foto era tutto cio che rimaneva di quell'amicizia, pr questo la portava sempre con se ma decise che quel pub era il posto dove la loro amicizia sarebbe rimasta sacra. e li la lasciò.
Nessuno sa, però, chi sia veramente l'altra persona, l'amico del celtico.
Fred ha continuato le sue ricerche in tutta la Scozia, sugli Highlands, sui Lochs e anche in Irlanda, dal Donegal alle Isole Aran e da Dublino fino al Connemara, ma niente. quindi ha preso il traghetto desolato, è sbarcato in Bretagna ed è andato a bersi una birra da un suo vecchio amico che fa il barista nella città dei pirati, Fabrice. E li raccontandogli la sua storia e la sua disperazione ha tirato fuori la foto. Magari il celtico era passato di li, visto che anche quella è in fin dei conti terra celtica. Fab pero n si ricordava del celtico ma ha riconosciuto quel ragazzo che un anno fa era diventato l'attrazione del suo locale assieme a un suo amico. pare fossero italiani, bevevano birra rigorosamente celtica e fumavano Camel anzichè Winston. erano affascinati dal suo cappello da cowboz con le perline.
E' a questo punto che Fred si è illuminato. Finalmente aveva riconosciuto nella foto quel giovane italiano che a Tossa de Mar gli aveva offerto una calda San Miquel. come aveva fatto a non riconoscerlo prima! quindi è andato dall'unica persona che poteva ricordarsi di lui: un barista argentino che viveva sulla costa brava al confine con la Francia, a Cadaques. Ha attraversato tutta la Francia, ha scalato i Pirenei e alla fine è arrivato sulla costa brava. Ma qui un'altra delusione lo aspettava. Juliano sapeva chi fosse, si ricordava perfettamente di quei tre ragazzi italiani che lui aveva battezzato "El trio de oro" ma n sapeva che strada avessero preso dopo aver lasciato Cadaques nell'estate di 2 anni fa. L'unica cosa che ricordava bene era la promessa fattagli: "Un giorno ritorneremo a bere il tuo Mojito". E cosi ha detto al francese di lasciargli la foto e lui avrebbe fatto il posibile. Era sicuro che prima o poi, magari dopo 10 o 20 anni quei tre ragazzi sarebbero ritornati da lui. A quel punto, Fred è ripartito, ha valicato i Pirenei, ha scalato le Alpi sulle tracce di Annibale e ha puntato verso sud, verso le Marche, verso Ancona.Sapeva che li c'era un cinese, che porta il nome di uno snack kinder che poteva aiutarlo. ma il Giallo in quel momento era a Monaco, a bere birra (e a fare tardi accidenti!) con degli amici. ed è li che si trova ora Fred.
Quindi, come sempre a trovare il bandolo della matassa è colui che toglie sempre le castagne dal fuoco,vale a dire Eugene. appena arrivato a Cadaques dalla Baviera, varca la soglia del Bar col suo cappello di paglia, vi riconosce nella foto e urla: "Ehi juliano I know those guys! one is Andrea, my travel mate, the other is a Celt but i don't know him very well.". Juliano non può crederci e gli chiede come rintracciarti per avere notizie del celtico. Però neanche Eugene lo sa e gli dice che l'unico contatto che ha è il blog e il mio indirizzo. ma farà il possibile e cosi ha fatto.
ecco adesso sai tutta la storia e l'importanza che ricopri per la storia celtica.
per quanto riguarda il basco, beh si, è meglio buttarlo nel Danubio, magari alla confluenza con la Sava.
domenica 7 ottobre 2007
MARATONA PER LA VITA
Ragazzi, non ricordavo affatto di aver mai scattato quella foto.... Non sapevo di essere stato costantemente in pericolo di vita in questi ultimi anni.... Per riparare a tutto ciò propongo una maratona per la vita con destinazione il Danubio. Obiettivo: lanciare QUEL basco nel Danubio. Rumiz forse può salvarmi la vita.
venerdì 5 ottobre 2007
X Tibet, Addio!
Per quanto mi riguarda il blog si puo chiudere qua e andare in Tibet.
Di meglio non si può fare.
Sorry Post
Ciao Ragazzi! I am very sorry for what happened in Munich. I was sure that we had met but I was so involved in drinking and partying inside the tents that I forgot you!
Anyway, I know that we will have many other chances to party together.
I left Munich yesterday and I went on with my trip around Europe. I am in Spain now, in a little village on the sea side. Maybe you know it. I met Juliano again and I am working as waiter in his bar. you know he is so tired after the summer.
Ciara, tell me when you are going to graduate and I will take somedays off for coming to Padova. I can´t miss your party!
so see u guys.
your dear Eug
Anyway, I know that we will have many other chances to party together.
I left Munich yesterday and I went on with my trip around Europe. I am in Spain now, in a little village on the sea side. Maybe you know it. I met Juliano again and I am working as waiter in his bar. you know he is so tired after the summer.
Ciara, tell me when you are going to graduate and I will take somedays off for coming to Padova. I can´t miss your party!
so see u guys.
your dear Eug
mercoledì 3 ottobre 2007
La festa di laurea di Pizzul!
GRANDE SANDRO!
Faccio tutti i miei complimenti a Sandro perchè è stato non solo un compagno di viaggio ma anche un compagno di baldorie all'altezza! 4 litri!
lunedì 1 ottobre 2007
The true story of TRONKY!
Tutti pensano che Tronky sia solo una merendina della Kinder....

compreso CIARA.... ma abbiamo scoperto che non è così....
lo riconoscete?!? ancora bambino nel lontano oriente, sembra piu bianco ma gli occhi a mandorla non tradiscono..... è proprio lui...
poi eccolo mostrare fiero le sue origini, acclamate anche dalla Gazzetta....
e poi ritrovare il suo migliore amico, si proprio lui, Pizzul, non ci aveva mai detto di avere un amico cinese cosi simpatico. e ricordate:
NON E' TRONKY CHE PRENDE IL NOME DALLA MERENDINA MA E' LA MERENDINA CHE PRENDE IL NOME DA TRONKY!!!!!!
Oktoberfest the Best!
Era finita cosi.... nel lontano settembre 2004....
quando eravamo ancora giovani e inesperti
Il paese dei balocchi
Ed è continuata così......
(maledetto eugene... chissà in che capannone era, sicuro in quello con Luca Toni)
Ecco il suo tavolo ormai vuoto..
Nella botte piccola c'è la birra buona.... vai Liga
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