« Non vogliate negar l'esperienza,
di retro al sol, del mondo sanza gente.Considerate la vostra semenza:fatti non foste a viver
come bruti,ma per seguir virtute e canoscenza. »
(
Inferno XXVI, 116-120)

lunedì 8 ottobre 2007

La vera storia della foto

Allora, visto che me l´hai chiesto, dovró raccontarti come mi è giunta quella foto. ma dovrò partire da molto, molto lontano.
La foto,mi è arrivata per posta sabato mattina e quando l'ho vista non potevo credere ai miei occhi, non potevo credere che potesse essere successa una cosa simile.Quindi mi sono subito dato da fare alla ricerca della verità.
Eugene, come hai visto dal suo post sul blog, in questi giorni è a Cadaques. La foto era appesa nel bar di Juliano e quando Eug l'ha vista vi ha subito riconosciuti. Juliano gli ha detto che la foto gliel'ha portata un tipo francese che viaggia sempre da solo con una BMW nera degli anni 80 e che dorme in una tenda semicircolare. era stato da lui anche nel luglio di due anni fa. Questo tipo, che pare si chiamasse Fred, quest'estate aveva puntato verso Nord ed era andato in viaggio in Scozia, alla ricerca di un famoso personaggio, che pare discenda da Dun Aeungus, il mitico padre dei Celti che visse 4000 anni fa sulle isole Aran al largo di Galway. Questo tipo, dalle chiare origine celtiche, ora pare viva in Italia perchè i suoi antenati sono dovuti scappare dalla Scozia perchè perseguitati. Gli inglesi davano loro la caccia per aver appoggiato William Wallace, il famoso BraveHeart nella lotta per l'indipendenza.
Per il francese, che come ben sai di professione fa l'antropologo, è fondamentale incontrare questo personaggio per ricostruire le vicende dell'antica Scozia, visto che queste vengono tramandate oralmente e lui è l'unico discendente. ma quando il francese(che per comodità chiameremo Fred) è arrivato a Drumnadrochit, un piccolo villaggio sul Loch Ness ha visto quella foto appesa al muro e vi ha subito riconosciuti.
Ha chiesto informazioni su di voi alla gente del posto. tutti conoscevano il celtico e ne parlavano come se fosse un dio. ma nessuno sapeva bene chi fosse e soprattutto da dove venisse. talvolta passava di li. dicono dormisse in una casetta, l'unica eredità rimastagli,da qualche parte vicino al lago e che la sua presenza coincidesse sempre con l'avvistamento del mitico mostro. girava sempre in kilt con la faccia pitturata con la bandiera scozzese. Purtroppo n si sa di piu. non lascia sue tracce. quando arriva offre una pinta di birra scura scozzese a tutti, saluta e se ne va dicendo: "Muli, mi continuo la via crucis!". ma nessuno sa cosa significhi veramente. tutto è avvolto nel mistero.
per ringraziare dell'ospitalità ha lasciato una sua foto autografata sul retro ma da quella volta non è piu tornato. aveva detto che era una foto a lui molto cara, a cui era molto legato ma che voleva lasciarla a degli amici veri come quello che era con lui nella foto. Raccontava sempre che l´avevano scattata in uno dei magnifici momenti che avevano passato assieme. Raccontava che andavano a scuola insieme, alle superiori, per tre anni e passavano ogni sabato pomeriggio assieme. Si incontravano in un pub irlandese sul lungomare verso le 2 e da li cominciavano le loro camminate, raccontandosi tutto, proprio tutto tra una birra e l´altra, tra una stazione e l'altra senza sentire il peso della croce che portavano in spalla. ma il momento piu bello era sempre il Carnevale. ne parlava affascinato. lui vestito da scozzese, l'amico da Bin Laden.
poi si erano persi di vista. L'amico si era trasferito a Padova. studiava ingegneria, cercava una carriera diversa. Lui architettura, era un grande appassionato, racconatava sempre di quando faceva le tavulette a tutti i compagni. quella foto era tutto cio che rimaneva di quell'amicizia, pr questo la portava sempre con se ma decise che quel pub era il posto dove la loro amicizia sarebbe rimasta sacra. e li la lasciò.
Nessuno sa, però, chi sia veramente l'altra persona, l'amico del celtico.
Fred ha continuato le sue ricerche in tutta la Scozia, sugli Highlands, sui Lochs e anche in Irlanda, dal Donegal alle Isole Aran e da Dublino fino al Connemara, ma niente. quindi ha preso il traghetto desolato, è sbarcato in Bretagna ed è andato a bersi una birra da un suo vecchio amico che fa il barista nella città dei pirati, Fabrice. E li raccontandogli la sua storia e la sua disperazione ha tirato fuori la foto. Magari il celtico era passato di li, visto che anche quella è in fin dei conti terra celtica. Fab pero n si ricordava del celtico ma ha riconosciuto quel ragazzo che un anno fa era diventato l'attrazione del suo locale assieme a un suo amico. pare fossero italiani, bevevano birra rigorosamente celtica e fumavano Camel anzichè Winston. erano affascinati dal suo cappello da cowboz con le perline.
E' a questo punto che Fred si è illuminato. Finalmente aveva riconosciuto nella foto quel giovane italiano che a Tossa de Mar gli aveva offerto una calda San Miquel. come aveva fatto a non riconoscerlo prima! quindi è andato dall'unica persona che poteva ricordarsi di lui: un barista argentino che viveva sulla costa brava al confine con la Francia, a Cadaques. Ha attraversato tutta la Francia, ha scalato i Pirenei e alla fine è arrivato sulla costa brava. Ma qui un'altra delusione lo aspettava. Juliano sapeva chi fosse, si ricordava perfettamente di quei tre ragazzi italiani che lui aveva battezzato "El trio de oro" ma n sapeva che strada avessero preso dopo aver lasciato Cadaques nell'estate di 2 anni fa. L'unica cosa che ricordava bene era la promessa fattagli: "Un giorno ritorneremo a bere il tuo Mojito". E cosi ha detto al francese di lasciargli la foto e lui avrebbe fatto il posibile. Era sicuro che prima o poi, magari dopo 10 o 20 anni quei tre ragazzi sarebbero ritornati da lui. A quel punto, Fred è ripartito, ha valicato i Pirenei, ha scalato le Alpi sulle tracce di Annibale e ha puntato verso sud, verso le Marche, verso Ancona.Sapeva che li c'era un cinese, che porta il nome di uno snack kinder che poteva aiutarlo. ma il Giallo in quel momento era a Monaco, a bere birra (e a fare tardi accidenti!) con degli amici. ed è li che si trova ora Fred.
Quindi, come sempre a trovare il bandolo della matassa è colui che toglie sempre le castagne dal fuoco,vale a dire Eugene. appena arrivato a Cadaques dalla Baviera, varca la soglia del Bar col suo cappello di paglia, vi riconosce nella foto e urla: "Ehi juliano I know those guys! one is Andrea, my travel mate, the other is a Celt but i don't know him very well.". Juliano non può crederci e gli chiede come rintracciarti per avere notizie del celtico. Però neanche Eugene lo sa e gli dice che l'unico contatto che ha è il blog e il mio indirizzo. ma farà il possibile e cosi ha fatto.

ecco adesso sai tutta la storia e l'importanza che ricopri per la storia celtica.
per quanto riguarda il basco, beh si, è meglio buttarlo nel Danubio, magari alla confluenza con la Sava.

2 commenti:

Piero ha detto...

Mia nipote un giorno leggerà questa storia e la pubblicherà in un libro. Come Sophie con Trotter ne "La banda dei brocchi"

Anonimo ha detto...

Grande Piero, bellissima storia e in più punti mi sono commosso. Per questo da adesso in poi ti chiamerò Sophie.